LibreOffice: le estensioni dei file

Nelle puntate precedenti abbiamo parlato di LibreOffice e dell’ampia diffusione all’interno delle Pubbliche Amministrazioni, anche grazie al progetto LibreUmbria ed alla nascente LibreItalia.
E’ complesso cambiare uno strumento di lavoro, complesso anche per un privato che decide di rimuovere la propria copia di MS Office (molto spesso non originale) ed installare LibreOffice.
Per anni abbiamo subito il marchio Microsoft, sia in ambito di sistemi operativi (Windows) che software (Office). Per la stessa ragione, abbiamo creduto che salvare un file con estensione .DOC fosse lo standard, quando nella realtà non lo è assolutamente.

Viviamo in un’epoca digitale in cui la conservazione dei documenti prodotti risulta fondamentale. La conservazione non riguarda solamente le Pubbliche amministrazioni, ma anche le PMI e l’utente privato.
Pensiamo ad alcuni documenti che sono stati scritti nel 2010 e andranno riaperti/modificati nel 2020. L’estensione .DOC è una estensione proprietaria, ovvero una estensione sviluppata da un soggetto (Microsoft) le cui specifiche non sono pubblicamente accessibili. Nel 2020 saremo -ancora- legati al monopolio di Redmond, poichè quasi sicuramente avremo bisogno di possedere una copia dell’applicativo MS per aprire correttamente -SPERIAMO- il file prodotto nel 2010. Lo stesso discorso vale per le estensioni XLS, PPT, DOCX, XLSX, etc.

Purtroppo sconosciuto, ma esiste dal lontano 2005, è il formato ODF -Open Document Format-.
Il formato OpenDocument (ODF), abbreviazione di OASIS Open Document Format for Office Applications (Formato OASIS Open Document per Applicazioni da Ufficio), è uno standard approvato il 1º maggio 2005.
A differenza del famoso formato che tutti conosciamo, questo è realmente uno standard ISO/IEC 26300:2006. Questo standard è stato sviluppato dal consorzio di industrie OASIS (Organization for the Advancement of Structured Information Standards) ed è basato su XML (eXtensible Markup Language), ovvero un linguaggio di marcatori atto a descrivere documenti strutturati.
Il formato ODF nasce per fornire una alternativa aperta ai formati proprietari, è pubblicamente accessibile e può essere implementato da chiunque senza restrizioni.
Anche il formato ODF si compone di diverse estensioni: per un file di testo parliamo di formato ODT, per un foglio di calcolo parliamo di formato ODS, per una presentazione multimediale parliamo di ODP mentre per un file grafico parliamo di ODG.

Ritornando all’esempio precedente, possiamo affermare che un file scritto nel 2010 e salvato in formato ODF, sarà riaperto nel 2020 senza alcun tipo problema. In aggiunta possiamo dire che sarà possibile modificarlo con qualsiasi programma in grado di leggere il formato ODF, che ricordiamo ancora essere uno standard.  
La suite LibreOffice utilizza il formato ODF di default.
Scarica e prova subito LibreOffice!

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